Paolo Sarpi

Paolo Sarpi nasce a Venezia nel 1552. Nel 1565 entra nel convento dei Serviti veneziani, dove compie gli studi fino a ricevere, intorno al 1575, gli ordini sacri. Ben presto incorre in una prima denuncia, con l’accusa di aver sostenuto tesi eretiche nei confronti del dogma trinitario. Assolto dall’accusa, nel 1585 viene eletto procuratore generale dell’ordine servita presso la Santa Sede e, durante la permanenza a Roma, stringe rapporti con intellettuali che auspicano una riforma profonda del cattolicesimo. Nell’estate del 1588 torna a Venezia, dove ha la possibilità di frequentare alcuni tra i maggiori intellettuali del tempo (Bruno, Campanella , Galilei ). Viene nuovamente denunciato all’Inquisizione, con l’accusa «di tener comercio con ebrei», ma è ancora assolto.
Nel 1605 si inasprisce lo scontro tra la Repubblica di Venezia e papa Paolo V circa la facoltà, rivendicata dalle autorità civili veneziane, di giudicare gli ecclesiastici accusati di reati comuni. L’anno seguente vengono comminate alla città la scomunica e l’interdetto (cioè la proibizione di celebrare messe e amministrare sacramenti all’interno del suo territorio). Sarpi, nominato teologo e canonista della Repubblica, interviene nella disputa con una serie di scritti polemici, che indagano le ragioni del conflitto estendendo la questione alle radici dottrinali e giuridiche sulle quali la Chiesa fonda le sue pretese. Sarpi propone una sintesi delle sue teorie giurisdizionalistiche, secondo le quali è necessario separare il potere spirituale da quello temporale e spetta alle autorità civili il controllo di quelle attività del clero che abbiano rilievo per la vita politica di uno stato. Egli si ispira all’ideale della Chiesa primitiva, votata esclusivamente alle attività spirituali e, di conseguenza, condanna il processo di mondanizzazione del clero e di acquisizione di potere temporale del papato. Nel 1607 Sarpi stesso, che sostiene le «potentissime e validissime ragioni» dello stato, viene scomunicato e subisce un tentativo di assassinio.
A partire dal 1620, per i mutati equilibri internazionali, inizia la fase di declino di Venezia; Sarpi, deluso nelle sue speranze e ormai privo di appoggi, muore nel 1623.

Tratto da Moduli di letteratura italiana ed europea,
di A. Dendi, E. Severina, A. Aretini
Carlo Signorelli Editore, Milano

Istoria del Concilio Tridentino