Matteo Maria Boiardo

La vita. Matteo Maria Boiardo nacque nel 1441 a Scandiano (nell’odierna Emilia) nel castello del nonno paterno, feudatario degli Estensi. Trascorsa l’infanzia a Ferrara, alla morte del padre (1451) Boiardo rientrò a Scandiano, dove proseguì gli studi. Ereditato il titolo feudale, all’attività di amministrazione del feudo Matteo affiancò presto l’assidua frequentazione delle corti degli Este, a Ferrara (dove, dal 1461, volle avere una stabile residenza), a Modena e a Reggio Emilia.

Le prime opere in latino. La vita di corte stimolò ben presto la vena poetica del giovane Boiardo, di cui ci rimangono come documento più antico i Carmina de laudibus Estensium (Poesie in lode degli Estensi, composte tra il 1462 e il 1474), quindici eleganti componimenti latini in vario metro.

Gli Amorum libri, un canzoniere in volgare. Fin dalla giovinezza Boiardo si esercitò anche nella poesia volgare e l’occasione per dare forma unitaria alle sue prove venne nel 1469, quando si innamorò della gentildonna reggiana Antonia Caprara. Intorno alla figura di questa giovinetta, descritta come bellissima e volubile, venne aggregandosi il canzoniere di Boiardo, gli Amorum libri tres (I tre libri degli amori).

Il definitivo trasferimento a Ferrara. I doveri di feudatario e di uomo di corte degli Estensi impegnavano Boiardo in missioni diplomatiche e di rappresentanza che gli impedivano di dedicarsi integralmente all’attività letteraria. Anche occuparsi dei beni feudali richiedeva una vigile attenzione e ciò indusse Boiardo ad allentare i legami con il feudo di Scandiano e a trasferirsi (dal 1476) a Ferrara, a stabile servizio presso la corte di Ercole con la generica qualifica di «comes» (“compagno”) del duca.

L’Orlando innamorato. Il gusto per i romanzi cortesi e i poemi epici era quasi un compiaciuto contrassegno dell’ambiente estense e si traduceva in una ricca biblioteca di codici dei cicli di poemi arturiani e carolingi. Fu in questo clima che avvenne l’incontro del Boiardo con la materia narrativa a lui più congeniale, e sono questi gli anni in cui, con notevole celerità, prese forma il suo capolavoro, l’Orlando innamorato .
Chiaro riflesso della vita di corte, anche se di incerta datazione, sono pure i Capitoli del gioco dei tarocchi, settantotto terzine e due sonetti composti per illustrare un mazzo di ottanta carte ispirate a temi e simboli amorosi.

L’interruzione del poema e la morte. Gravi urgenze politiche, però, intervennero a sconvolgere la vita della corte ferrarese e nel 1480, nel corso della guerra contro Venezia, Boiardo venne nominato da Ercole governatore di Modena. La pace del 1484 non riuscì a sancire un ritorno del conte agli ozi letterari della vita cortigiana, perché appena due anni dopo venne nominato governatore di Reggio. Tra gli impegni di governo, Boiardo tentò di proseguire con un terzo libro le vicende dell’Innamorato, definitivamente interrotto dagli eventi che seguirono la discesa in Italia del re di Francia Carlo VIII (settembre 1494). Boiardo morì a Reggio il 19 dicembre 1494.

Tratto da Moduli di letteratura italiana ed europea,
di A. Dendi, E. Severina, A. Aretini
Carlo Signorelli Editore, Milano

Amorum libri
Orlando Innamorato