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Matteo Bandello
Nato a Castelnuovo Scrivia nel 1485, Matteo Bandello studiò a Milano e alluniversità di Pavia. Si fece quindi frate domenicano e intraprese con lo zio, generale dellordine, un viaggio lungo lItalia, durante il quale ebbe modo di conoscere numerosissimi personaggi illustri che riappariranno come dedicatari o protagonisti (o entrambe le cose) nelle sue Novelle . Dopo il 1506 fu per una decina danni alla corte milanese degli Sforza, per poi riparare a Mantova dopo la conquista francese di Milano nel 1515. A Milano ritornò nel 1522, per esserne nuovamente cacciato tre anni dopo, questa volta per larrivo degli spagnoli, che nel saccheggio della città distrussero anche la sua casa, con i libri e i manoscritti delle sue opere. Abbandonò allora labito domenicano e visse parecchi anni al seguito di famosi capitani di ventura: il duca di Mantova Francesco Gonzaga, Giovanni de Medici detto Giovanni dalle Bande Nere, Cesare Fregoso. Assassinato il Fregoso nel 1541 da sicari di Carlo V, Bandello emigrò in Francia insieme alla vedova dellucciso, Costanza Rangone. Nel 1550 ricevette dal re Enrico II il vescovado di Agen, che tenne sino alla morte avvenuta nel 1561.
Le Novelle, raccolte nellultimo decennio di vita, sono la sua opera più significativa. Fra le altre, accanto agli scritti doccasione, va ricordato il canzoniere intitolato Alcuni fragmenti de le rime , riunito intorno alla metà degli anni Quaranta del Cinquecento. Ritenuto sino a poco tempo fa uno dei tanti esempi di canzoniere petrarchesco, la raccolta di rime di Bandello è stata di recente rivalutata come creazione fortemente originale, spiccatamente lombarda, lontana dal modello bembiano impostosi a quei tempi in tutta Italia.
Tratto da Moduli di letteratura italiana ed europea,
di A. Dendi, E. Severina, A. Aretini
Carlo Signorelli Editore, Milano
Novelle
Rime
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