L’interpretazione originale dei modelli. Come si è detto nel profilo biografico, Ariosto ha concentrato tutte le proprie forze sul suo capolavoro, ma questo non significa che le opere cosiddette «minori» vadano davvero considerate come tali; soprattutto, è opportuno rilevare come, anche quando si cimenta nella scrittura teatrale o in quella lirica, l’autore del Furioso sia sempre presente tra le righe e sempre di più la critica, in tempi recenti, ha sottolineato la novità delle commedie o delle Rime ariostesche come opere che rinnovano profondamente e in modo assolutamente originale i modelli cui si rifanno. Le Satire, poi, sono un’opera di grandissimo valore, quasi un completamento del poema, con cui presentano forti analogie tematiche e stilistiche; in un certo senso, si può dire che l’autobiografismo delle Satire, e quindi il loro realismo, sia l’altra faccia della dimensione fantastica dominante nel Furioso e non è certo un caso che le prime contengano degli inserti narrativi, il secondo delle frequenti riflessioni che prendono le mosse da riferimenti autobiografici.

Il realismo di Ariosto. Ariosto è un grande osservatore della realtà e questo è evidente in tutte le sue opere, sia che parli della propria esperienza d’amore, come avviene nelle Rime, sia che inserisca nelle sue commedie personaggi e vicende della Ferrara contemporanea, sia che ritragga con un’ironia impietosa i vuoti rituali cortigiani in cui si ritrova suo malgrado coinvolto, come accade nelle Satire. Tale costante esercizio realistico, del realismo più autentico e più fecondo perché mira a cogliere gli aspetti immutabili dell’animo umano, si ritrova nel poema maggiore ed è tanto più mirabile perché applicato alla pura invenzione fantastica, a personaggi volutamente poco «credibili» in quanto poco elaborati sul piano psicologico. I tanti personaggi di Orlando furioso sono dei «tipi», nessuno di loro è realmente il protagonista del poema, perché è l’intera umanità a esserlo; eppure le loro vicende così fantastiche ci sembrano vicinissime, le loro imprese straordinarie ci appaiono ordinarie, la geografia fantastica e simbolica del poema appare più vera di quella reale. Davvero, come dice il poeta nella Satira III, per conoscere il mondo basta viaggiare con la fantasia, se essa è costantemente nutrita dall’analisi (e dall’autoanalisi) di tutto ciò che la quotidianità ci svela del carattere umano.
Accanto a questa dimensione realistica va sottolineato il classicismo ariostesco, anch’esso profondamente originale, anche se strettamente legato alla cultura del suo tempo. La lettura dei classici, da Catullo e Properzio per le Rime, a Plauto e Terenzio per le commedie fino al prediletto Orazio, modello per le Satire e a Omero, Virgilio e Ovidio, che hanno tra le fonti del Furioso un posto fondamentale, si ritrova come una costante in tutta l’opera ariostesca. Si tratta, anche in questo caso, del classicismo più autenticamente umanistico, dell’atteggiamento per cui il classico viene concepito come un fratello maggiore con cui gareggiare, cioè da reinventare secondo la propria sensibilità, dopo averlo profondamente assorbito. Un discorso analogo vale per i grandi classici del Trecento italiano: Dante riceve da Ariosto dei tributi continui, dalla scelta della terzina come metro delle Satire, all’omaggio contenuto nel primo verso del Furioso, che riprende un verso del Purgatorio; Petrarca offre a sua volta immagini e stilemi non solo alla lirica amorosa, ma anche al poema maggiore e anche la lezione del realismo boccacciano si ritrova nel teatro o in certe parti del poema, per esempio nelle lunghe novelle che vengono narrate da alcuni personaggi.
Il classicismo di Ariosto
In questo quadro, l’adesione di Ariosto alle teorie di Bembo , che spinge il poeta a compiere una revisione linguistica del poema in senso petrarchista, non va certo letta come una tardiva scoperta di una dimensione più classica della scrittura, quanto come una consapevole volontà di fare uscire il poema da un ambito locale per fargli assumere un respiro e una notorietà a livello nazionale.

Tratto da Moduli di letteratura italiana ed europea,
di A. Dendi, E. Severina, A. Aretini
Carlo Signorelli Editore, Milano

Orlando Furioso
Satire

 

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