Giovanni Villani

Giovanni Villani nacque a Firenze intorno al 1280 da una famiglia del popolo grasso; si dedicò nella prima parte della sua vita alla mercatura e ad attività finanziarie, e in seguito ricoprì importanti incarichi pubblici per il comune fiorentino. Guelfo nero, di una generazione più giovane di Dante e di Dino Compagni , fu meno coinvolto di questi nelle lotte tra le fazioni politiche della sua città e riuscì a mantenersi al di sopra delle parti. Nel 1300 compì un viaggio a Roma in occasione del giubileo indetto da Bonifacio VIII, durante il quale si ripropose di scrivere un’opera sulla storia della sua città. Nel 1301 tornò ancora a Roma per curare le attività della compagnia dei Peruzzi, i potenti mercanti e banchieri fiorentini dei quali Villani fu socio fino al 1308; in quel periodo viaggiò continuamente tra Bruges, nelle Fiandre, e Firenze, e acquisì una notevole competenza economica e amministrativa.
Lasciati i Peruzzi, esercitò in proprio la mercatura e accettò diverse cariche pubbliche: fu sovrintendente della Zecca nel 1316, priore (nel 1316, 1317 e 1328), sovrintendente alla costruzione della nuova cinta muraria, ufficiale preposto al sostentamento del popolo durante la carestia del 1329-1330, e più volte ambasciatore. Sostenne la guerra contro Pisa del 1332, quella contro Perugia del 1338; fu persino ostaggio a Ferrara di Mastino della Scala con il quale doveva trattare l’acquisto di Lucca per conto del comune fiorentino. Nel frattempo, tornò a lavorare per una grande compagnia bancaria, quella dei Bardi, che subì un tracollo nel 1345; coinvolto nel fallimento, Villani venne incarcerato. A Firenze, durante la famosa peste, morì nel 1348.

Tratto da Moduli di letteratura italiana ed europea
di A. Dendi, E. Severina, A. Aretini
Carlo Signorelli Editore, Milano

Cronica