Giovanni Della Casa

Giovanni Della Casa nacque nel 1503 nel Mugello, da nobile e facoltosa famiglia fiorentina. Iniziati gli studi giuridici a Bologna, ben presto li abbandonò per dedicarsi a quelli filosofici e letterari. A Padova, dove conobbe Bembo, completò la sua formazione umanistica. Nel 1534 si stabilì a Roma, dove intraprese la carriera ecclesiastica e partecipò alle conversazioni dell’Accademia dei Vignaiuoli, un cenacolo letterario orientato verso la poesia burlesca; di questo genere, ci sono pervenuti alcune stanze e capitoli del canzoniere di Della Casa (Sopra il forno, Del bacio, Del martello). Egli compose inoltre un trattatello di polemica misogina. Appoggiato dalla famiglia Farnese, nel 1537 Della Casa venne nominato chierico della Camera apostolica e, nel 1544, arcivescovo di Benevento.
Durante il papato di Paolo III, in qualità di nunzio pontificio a Venezia, gli fu affidato l’importante compito di attirare la Serenissima nell’alleanza promossa contro la Spagna; a questo incarico diplomatico si collegano le due Orazioni composte nel 1547 e 1549. Con l’affermarsi degli indirizzi controriformisti del Concilio di Trento, Della Casa collaborò alla stesura dell’Indice dei libri proibiti (apparso per la prima volta nel 1559) e ai processi inquisitori contro l’eresia. Con il nuovo papa, Giulio III, si vide sbarrare la strada della porpora cardinalizia, e decise di ritirarsi a vita privata nell’abbazia di Nervesa (presso Treviso), dove compose la maggior parte delle 64 Rime , di ispirazione petrarchesca, e il Galateo . Richiamato a Roma nel 1555 dal pontefice Paolo IV, vi morì nel 1556. Notevole fu l’importanza di Della Casa per la letteratura del secondo Cinquecento, sia per le novità introdotte nello stile della lirica, elevata a una misura di aulica gravità, sia per il suo ruolo di anticipatore degli indirizzi e della sensibilità dell’età della Controriforma.

Tratto da Moduli di letteratura italiana ed europea,
di A. Dendi, E. Severina, A. Aretini
Carlo Signorelli Editore, Milano

Galateo
Rime