Franco Sacchetti

Di antica famiglia di mercanti fiorentini, Franco Sacchetti nacque tra il 1332 e il 1335 probabilmente a Ragusa, in Dalmazia. Cominciò presto a coltivare ambizioni letterarie, compilando opere di pura evasione come il poemetto in ottava rima La battaglia delle belle donne di Firenze con le vecchie, scritto verso il 1352.
Nello stesso periodo Sacchetti iniziava ad allestire il Libro delle Rime, una raccolta di versi ordinati cronologicamente, che continuerà ad ampliare per tutta la vita. In questo diario poetico sono fedelmente registrati i diversi gusti letterari contemporanei: accanto alle rime auliche, giocose, di carattere realistico e morale, si distinguono le rime per musica (ballate, madrigali, cacce) e le frottole ricche di forme linguistiche popolari e gergali.
Dal 1363 Sacchetti assunse incarichi di ambasciatore e di magistrato per il comune di Firenze; nel 1383 ottenne il priorato e in seguito fu podestà in diverse città della Romagna e della Toscana. La pestilenza del 1374 inaugura un periodo assai difficile, che si protrae almeno fino al 1381. La perdita della moglie, la condanna a morte del fratello Giannozzo che aiutava i fuorusciti della fallita rivolta dei Ciompi, l’instabilità e la conflittualità del comune fiorentino sono tutti motivi che determinano una crisi e Sacchetti s’accosta sempre più alla religione, passando al tempo stesso dalla produzione in versi a quella in prosa. Nascono così le Lettere, scritte dal 1373, e le Sposizioni dei Vangeli (composte tra il 1378 e il 1381), una raccolta di meditazioni a scopo pedagogico, svolte al lume della fede e riguardanti svariati temi morali quali la guerra, il potere politico, la corruzione della Chiesa, la superstizione. Nelle Sposizioni si fondono elementi riflessivi e narrativi e viene messa a punto una prosa di tono medio-colloquiale che caratterizzerà anche la sua opera più importante, il Trecentonovelle , raccolta di facezie e motti in volgare in cui Sacchetti affronta la ricerca di un ordine morale per la vita dei suoi concittadini e per la pace e la prosperità dello stato.
Sacchetti morì a San Miniato, probabilmente nel 1400.

Tratto da Moduli di letteratura italiana ed europea
di A. Dendi, E. Severina, A. Aretini
Carlo Signorelli Editore, Milano

Il Trecentonovelle