Antonio Fogazzaro

Antonio Fogazzaro nacque a Vicenza nel 1842 da una ricca e colta famiglia borghese. Riamse profondamente legato alla sua città e al Veneto: luoghi come la Valsolda (terra d’origine della madre) influenzarono profondamente la sua sensibilità, oltre a costituire lo sfondo di molte sue pagine. La sua formazione avvenne in un ambiente sinceramente cattolico (diversi religiosi frequentavano la sua casa, e al liceo fu suo professore l’abate Giacomo Zanella), ma anche attivo sul fronte risorgimentale e patriottico. In seguito agli eventi del 1859-60 la sua famiglia si trasferì prima a Torino, dove Antonio si laureò in Giurisprudenza, poi a Milano. Qui il giovano incominciò a praticare l’attività legale e, nel 1866, sposò la Contessa Margherita di Valmarana. Tre anni dopo decise di tornare definitivamente a Vicenza e di dedicarsi all’attività letteraria. A quest’ultima scelta non fu estranea l’influenza di Giacomo Zanella, ma stimolo importante fu anche la frequentazione degli scapigliati milanesi e di Arrigo Boito in particolare. L’esordio avvenne nel 1874 con la novella in versi Miranda, cui seguì nel 1876 la raccolta di poesie Valsolda.
Fogazzaro si interessò al romanzo dapprima sul piano della riflessione critica (Dell’avvenire del romanzo in Italia, conferenza del 1872), poi, nel 1881, pubblicò Malaombra, che ottenne un immediato successo replicato dal suo secondo romanzo, Daniele Cortis. Stampato nel 1895 ( solo cinque anni dopo in Italia ne circolavano circa settantanove edizioni) Daniele Cortis rappresenta uno dei primi esempi di romanzo ispirato alla vita politica e istituzionale romana (il protagonista lotta contro la corruzione politica per un "possibile ideale di democrazia cristiana"). Consolidarono la popolarità dello scrittore (inserito da Ugo Ojetti nel 1895 nella raccolta Alla scoperta dei letterati, interviste ai ventiseiscrittori più interessanti d’Italia) soprattutto i primi due titoli della tetralogia romanzesca costituita da Piccolo mondo antico(1895), Piccolo mondo moderno (1901), Il Santo (1905), Leila (1910). In particolare, è Piccolo mondo antico il preferito dai critici, un romanzo molto equilibrato, ispirato alla poetica della "home" della ‘casa’, cioè attenta ai dettagli della vita quotidiana, modesta, ma "vera".
Nondimeno il Santo e Leila, messi all’indice dalla Chiesa, testimoniano della modernità di Fogazzaro, della sua attenzione ai fenomeni del proprio tempo. Motivo centrale di queste opere è infatti il tentativo di conciliare la dottrina evoluzionistica di origine darwiniana con la fede, e di non far coincidere il ripudio (cattolico) del materialismo e dello scientismo con il rifiuto della scienza in quanto tale. Questa tendenza di pensiero accomuna Fogazzaro al cosiddetto modernismo cattolico, il movimento di riforma condannato ufficialmente dall’enciclica Pascendi (1907) di Pio X. Del resto, substrato ideologico della sintonia fra lo scrittore e il pubblico della sintonia tra lo scrittore e il pubblico fu proprio il suo irrequieto cattolicesimo, aperto alle suggestioni culturali contemporanee. Fogazzaro morì nel 1911.


Tratto da L'invenzione letteraria
di S. Re, L. Simoni
Carlo Signorelli Editore, Milano

Piccolo mondo antico