Cielo d'Alcamo

Nulla si sa dell’autore del contrasto Rosa fresca aulentissima: da elementi contenuti nel testo si ricava che scrisse fra il 1231 e il 1250. Dante nel De vulgari eloquentia cita il «contrasto» quale esempio di siciliano «mediocre», senza accennare alla sua paternità. Fu un filologo del Cinquecento, Angelo Colocci, che forse disponeva di materiale documentario a noi non pervenuto, a indicare il nome di Cielo d’Alcamo. La tradizione ha sempre ritenuto Cielo estraneo alla scuola di Federico, mentre la critica contemporanea è incline a riavvicinare il contrasto all’area della scuola siciliana, interpretandolo come l’esito più riuscito e più radicale di quel filone popolareggiante che era ben presente alla corte federiciana.

Tratto da Moduli di letteratura italiana ed europea,
di A. Dendi, E. Severina, A. Aretini
Carlo Signorelli Editore, Milano

Contrasto