Benvenuto Cellini

Nato a Firenze nel 1500, Benvenuto Cellini fu sin da giovane a bottega presso due orai della città, dai quali apprese il mestiere. Diciannovenne si recò a Roma per terminare la propria formazione ed esercitarvi l’arte, su commissione delle famiglie più facoltose e dello stesso papa Clemente VII. Nella città pontificia si distinse anche per l’eroico comportamento tenuto combattendo contro i lanzichenecchi di Carlo V, durante il famoso sacco del 1527.
A causa del suo temperamento focoso, della rivalità con altri artisti e dei contrasti con alcuni membri dell’aristocrazia romana, ebbe varie traversie culminate con la sua reclusione in Castel Sant’Angelo, da dove fece una rocambolesca fuga. Ripreso e in seguito liberato per intercessione dei suoi protettori, partì nel 1540 per la Francia, dove godette del favore del re mecenate Francesco I: per il monarca francese eseguì, fra l’altro la mirabile saliera d’oro con le immagini del Mare e della Terra (ora a Vienna al Kunsthistorisches Museum). Rientrato a Firenze nel 1545, vi fu accolto dal duca Cosimo I, Anche qui visse rivalità e scontri con altri artisti, specie con gli scultori Baccio Bandinelli e Bartolomeo Ammannati. Mirabile frutto di questa nuova fase furono il Perseo e il crocefisso in marmo oggi situato all’Escorial, presso Madrid.
Negli ultimi anni, caduto in miseria e sottoposto a procedimenti penali, si dedicò alla narrazione della propria Vita , rimasta interrotta all’anno 1562. Scrisse inoltre i Trattati dell’oreficeria e della scultura, pubblicati nel 1568 a Firenze. Qui morì nel 1571.

Tratto da Moduli di letteratura italiana ed europea
di A. Dendi, E. Severina, A. Aretini
Carlo Signorelli Editore, Milano

La vita