Gli influssi del razionalismo illuminista. La riforma di Goldoni rappresenta la diretta conseguenza del razionalismo illuminista, nonché di un diverso modo di concepire la storia, vista non più come sequenza di guerre e di alte strategie diplomatiche, ma come l’insieme dei costumi, dei fatti, delle azioni, dei pensieri della gente comune, che ne diventa la vera protagonista. La grande diffusione dei giornali (in particolare a Venezia "L’Osservatore" e "La Gazzetta veneta", redatta da Gasparo Gozzi) conferma il crescente spostarsi dell’interesse generale sui fatti della cronaca quotidiana: a essa viene dato sempre maggior peso e spazio; in essa l’emergente classe borghese (esattamente come nel teatro goldoniano) rivede se stessa, si interroga e riflette sul proprio essere e sul proprio ruolo sociale, acquisisce sempre maggior coscienza della propria funzione. Lo stesso Goldoni, nella prefazione alla prima stampa delle sue commedie (1750), afferma che l’osservazione del mondo, della vita reale, sta alla base del suo teatro.

La valorizzazione della tecnica teatrale tradizionale. A fronte di queste novità, va pure sottolineata la solida continuità con molti essenziali aspetti della tradizione sia scenica sia letteraria dell’epoca. Da un lato, infatti, Goldoni supera ma non rinnega gli insegnamenti della Commedia dell’arte: egli stesso nella prefazione al Servitore di due padroni lascia liberi gli attori che reciteranno la parte di Truffaldino di introdurvi le loro personali invenzioni e raccomanda solo di rispettare la dignità dell’opera evitando qualsiasi gesto scurrile. Del resto, sarebbe stato un errore imperdonabile per un commediografo disfarsi di quell’enorme patrimonio di creatività e di mestiere nel tradurre sulla scena una qualsiasi vicenda. Sostituiti gradualmente intrecci avventurosi, maschere e scenari esotici con vicende realistiche, personaggi comuni e ambientazioni familiari, andava pur sempre conservata quella tecnica teatrale fatta di una giusta scansione del ritmo, di un’appropriata successione di varie situazioni sceniche, d’una calibrata miscela dei toni e dei personaggi. Inoltre, la stessa abilità degli attori professionisti, se era indispensabile per le funamboliche improvvisazioni della vecchia commedia, a ben vedere non era meno necessaria per rendere credibile un personaggio realistico, per disegnarne il carattere con le più sottili sfumature psicologiche. Perciò in Goldoni la vecchia arte rappresentativa non muore, ma si trasfonde in un teatro diverso, più moderno, destinato a perdurare sino ai giorni nostri.

 

Tratto da Moduli di letteratura italiana ed europea,
di A. Dendi, E. Severina, A. Aretini
Carlo Signorelli Editore, Milano

Le baruffe chiozzotte
La bottega del caffè
Il campiello
La locandiera
I rusteghi
Il servitore di due padroni
Il teatro comico
Trilogia della Villeggiatura

 

1 - 2 - 3 - 4