Angelo Poliziano

Angelo Ambrogini detto il Poliziano nacque nel 1454 a Montepulciano (in latino «Mons Politianus», da cui il soprannome), a sud di Siena. Nel 1464 suo padre, dottore in legge e mercante legato ai Medici, fu assassinato dai parenti di un imputato da lui fatto condannare. Nel 1469 Angelo si trasferì a Firenze presso un cugino; grazie alla protezione dei Medici e alla frequentazione dei più illustri maestri presenti in città si formò una profonda cultura classica. Entrato in stretti rapporti con Lorenzo de’ Medici , dal 1473 poté frequentarne la casa e servirsi della ricca biblioteca. Due anni dopo divenne segretario di Lorenzo e precettore del suo primogenito Piero. Il 29 gennaio 1475 si tenne in Santa Croce una giostra che fu vinta da Giuliano de’ Medici; Poliziano iniziò la composizione delle Stanze per la giostra , poemetto che rimase incompiuto probabilmente a causa dell’improvvisa morte del suo destinatario, assassinato nella congiura dei Pazzi (1478).
Nel 1476 collaborò con il Magnifico all’allestimento della Raccolta aragonese. Nel 1479 gli fu affidato anche il secondogenito di casa Medici, ma poco dopo intervenne una breve rottura con la famiglia, dovuta probabilmente a un dissenso con Clarice Orsini circa i metodi educativi da seguire con i suoi figli. Poliziano lasciò dunque per qualche tempo Firenze (proprio mentre Lorenzo compiva la sua rischiosa missione presso il re di Napoli), recandosi a Venezia, Padova, Verona e soggiornando a Mantova, dove fu per qualche tempo al servizio del cardinale Francesco Gonzaga. Tornato a Firenze nel 1480, ricevette la prestigiosa nomina di professore di poetica e retorica allo Studio fiorentino e attese alla stesura di impegnativi commenti ai classici greci e latini. In questo periodo scrisse numerose altre poesie in latino e anche in greco, pur senza abbandonare la composizione di versi di vario genere in volgare.
Sempre nel 1480 scrisse la Fabula di Orfeo . Nel 1484 fu ambasciatore a Roma in occasione dell’elezione di papa Innocenzo VIII e due anni dopo prese i voti (ma già Lorenzo lo aveva nominato, nonostante lo stato laico, priore della chiesa di San Paolo) e divenne canonico della cattedrale di Firenze, Santa Maria del Fiore.
Nel 1489 fu stampata la prima centuria (cioè la prima serie di 100 questioni) dei Miscellanea, contenente il meglio delle sue lezioni e dei suoi studi filologici. Morì improvvisamente a Firenze, in circostanze non chiare, nella notte tra il 28 e il 29 settembre 1494, due anni dopo aver assistito alla morte di Lorenzo il Magnifico.
Finissimo poeta e filologo, Poliziano fu il più brillante esponente della cultura umanistica fiorentina. Sostenitore di un’idea di imitazione dei classici varia ed eclettica, egli ci ha lasciato con le sue opere l’immagine di un mondo raffinato e compiuto, lontano dalle tensioni e aspirazioni quotidiane, tutto teso al raggiungimento dell’equilibrio e della perfezione.

Tratto da Moduli di letteratura italiana ed europea,
di A. Dendi, E. Severina, A. Aretini
Carlo Signorelli Editore, Milano

Orfeo
Rime
Stanze